I Romanzi Pubblicati

I romanzi pubblicati

I romanzi pubblicati non sono l’unico modo per misurare il valore di una scuola di scrittura. Ma sono una delle tracce concrete del lavoro fatto negli anni. Alla scuola Palomar lavoriamo perché ogni storia possa raggiungere la forma più forte e consapevole possibile.

La pubblicazione non è il punto da cui parte il nostro lavoro. Eppure, negli anni, molti romanzi scritti o sviluppati durante i nostri corsi sono arrivati in libreria, pubblicati da grandi gruppi editoriali e da editori indipendenti. Alcuni di questi sono stati accompagnati dalla scuola nei passaggi successivi verso il mondo editoriale. Altri hanno seguito percorsi indipendenti o sono arrivati alla pubblicazione dopo importanti riconoscimenti e premi letterari. Perché non esiste un’unica strada verso l’editoria. Ma alla base di ogni percorso continua a esserci la stessa cosa: un romanzo su cui si è lavorato a fondo.

In questa pagina raccogliamo i romanzi degli autori e delle autrici che hanno lavorato con noi. Il colibrì della scuola Palomar identifica i romanzi nati, scritti o sviluppati durante nove mesi insieme al Master in Tecniche della Narrazione.

Gli altri titoli raccontano ciò che è accaduto dopo. Sono romanzi pubblicati successivamente da autori e autrici che hanno lavorato con noi al libro che ha segnato il loro esordio o un passaggio decisivo nel loro percorso editoriale, oppure opere seguite al di fuori della Palomar seguendo lo stesso metodo di lavoro che utilizziamo con i nostri corsisti. Non vogliamo attribuire alla scuola il lavoro e il percorso che appartengono prima di tutto a chi scrive. Ci interessa però raccontare anche la continuità di quei percorsi: quando un autore continua a lavorare, scrive nuovi romanzi e costruisce nel tempo la propria strada.

Questa non è solo la nostra storia. È soprattutto la loro.

Tra l’inizio del lavoro su una storia e la sua pubblicazione possono passare diversi anni. Per questo i libri più recenti che trovi qui sono spesso stati scritti da corsisti che hanno frequentato la scuola Palomar nelle edizioni precedenti. La scrittura ha tempi lunghi. Questa pagina, negli anni, continua a crescere.

2026

La fabbrica delle donne_Manuela Faccon

Manuela Faccon, La fabbrica delle donne (Feltrinelli)

Sola da tempo dopo la scomparsa dei genitori, la giovane Elsa lavora come operaia al lanificio Frizzi, l’unica grande fabbrica di Valsarto, un paese del Nord Italia. Siamo nei primi anni venti, i turni sono lunghi e massacranti, e basta un solo attimo di distrazione per rischiare la vita: tutte ingiustizie che Elsa non è più disposta a tollerare. Sognatrice ma con i piedi ben piantati a terra, Elsa sa che per migliorare le condizioni in cui sono costrette a lavorare lei e le sue compagne bisogna lottare, marciare per le strade; soprattutto, far sentire la propria voce e decidere per sé stesse, ottenendo finalmente il diritto di voto, così come hanno fatto le suffragette nel Regno Unito. La determinazione di Elsa piano piano infiamma anche le altre operaie, che per la prima volta organizzano un corteo, e la avvicina a Italo, giovane antifascista di cui Elsa si innamora. La sua passione politica ha radici profondissime, e misteriose: che legame c’è tra i suoi ideali e il materiale contenuto nella valigetta che le ha fatto recapitare il nonno Michelangelo, unico parente rimasto? Cos’hanno a che fare con Elsa le copie della prima rivista fondata dal movimento femminista a Milano, che razza di eredità è mai quella?
Mentre Elsa fa luce sul proprio passato e scopre chi è veramente, gli eventi minacciano di travolgerla: l’ombra del fascismo avanza, e la protesta contro i padroni del lanificio si traduce in un costo altissimo: Elsa è costretta a scegliere se spegnere la propria voce o continuare a lottare.

Baciami al caffé Napoli_Chiara Gily

Chiara Gily, Baciami al Caffè Napoli (Mondadori)

Tra i vicoli di Napoli c’è un luogo molto speciale, una bottega di rigattiere che l’entusiasmo di tre giovani donne ha trasformato in un tempio del vintage. Al Caffè Napoli ogni oggetto è scelto con cura e i clienti passano ore a curiosare, avvolti nel confortante profumo della cuccuma sul fornello. Ma le sfide, per le vulcaniche Lidia, Alice e Mila non finiscono mai. La prossima? Trasformare il negozio in un punto di ritrovo per gli artisti locali. Così, una volta al mese, organizzano un particolare speed date, durante il quale pittori, scultori, scrittori e poeti si conoscono e fanno rete. Se l’idea dell’appuntamento al buio con l’artista è venuta a Mila, quella di soprannominarlo “spritz date” è stata di Lidia, in onore degli anni trascorsi a Trieste. La bottega funziona così bene che le tre proprietarie decidono di assumere un’aiutante. A rispondere all’annuncio è Amanda, una giovane pittrice fiorentina con il curriculum ideale e uno spiccato senso estetico. Finalmente Lidia e Alice avranno più tempo per viaggiare alla ricerca di nuovi pezzi e per stare con le loro bambine, nate a pochi mesi di distanza. Mila, invece, potrà dedicarsi anima e corpo alle sue mostre di fotografia.
Sembra tutto perfetto, peccato solo che Amanda resti sulle sue e abbia poca voglia di parlare del passato… Per fortuna al Caffè Napoli ogni segreto può trasformarsi in un’occasione preziosa per rinsaldare legami di amicizia, stabilire nuovi equilibri familiari, persino coronare un amore.

Ti aspetterò nel vento_Maria Segato

Maria Segato, Ti aspetterò nel vento (Ares)

Pietro ha sette anni e due sogni: incontrare il padre e guarire da una malattia. Alla sofferenza oppone una sensibilità fuori dal comune e una forza inesauribile, da vero supereroe, proprio come Spiderman con i suoi lanciaragnatele. Accanto a lui una mamma dal passato ferito, un nonno che profuma di pane e storie e un amico che vive ai margini del mondo. E poi c’è lui, “Mysterio”, il dottore dagli occhi blu che cambierà ogni cosa. Tra colori, tele e momenti rubati alla vita, il piccolo Pietro proverà a trattenere nei suoi dipinti ciò che conta davvero e imparerà che «la bellezza promette un senso, pur nelle ferite del dolore».

2025

La ragazza colibrì

Krisha Skies, La ragazza colibrì (Magazzini Salani)

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Secondo un’antica profezia, durante i cinque Giorni Infausti le porte delle profondità infere si spalancheranno e i Signori della Notte lasceranno lo Xibalbà per camminare sulla terra dei vivi, seminando panico e distruzione, e decretando la fine della supremazia di Ker’an, la città egemone delle Basseterre Kitché. Solo chi è stato baciato dagli spiriti, e per questo possiede un potere straordinario, può tentare di cambiare il corso degli eventi scendendo nello Xibalbà per placarne i demoni. Araèn, baciata dal Colibrì, lo spirito messaggero, porta dentro di sé il dono più speciale di tutti: è in grado di interpretare il linguaggio dei Signori della Notte e comunicare con loro. Quando arriva il suo momento di servire il sovrano Cielo di Selce la ragazza, cresciuta ai margini della grande Ker’an, viene convocata nella città-stato. Lì scopre trame di potere che non avrebbe mai immaginato e incontra Xerem, un giovane e valoroso guerriero dal passato misterioso da cui si sente irrimediabilmente attratta. Divisa tra il dovere verso il proprio popolo e un amore che potrebbe cambiare ogni cosa, Araèn è intenzionata a scoprire la verità, anche se potrebbe metterla in pericolo.

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Chiara Gily, Aspettami al Caffè Napoli (Mondadori)
Terzo posto in classifica a una settimana dall’uscita. 45000 copie vendute

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Lidia ha lasciato Napoli per Trieste molti anni fa. Da allora fa ritorno di rado, senza mai riuscire a farsi accompagnare dall’eterno fidanzato Pietro. Solo l’invito al terzo matrimonio della cugina può costringerla a un fine settimana nella sua città d’origine. Alice l’ha scelta come damigella d’onore e Lidia non ha scuse per evitare le nozze. Entrambe sono figlie uniche, da sempre chiamate ‘e sore cugine, un modo di dire che a Napoli indica un rapporto di sangue molto vicino alla sorellanza. Anche se lei e Alice negli anni si sono allontanate molto, complici i tanti chilometri che le separano. Lidia ha in programma di fermarsi a Napoli solo pochi giorni, ma il destino per lei ha in serbo altri piani. In una manciata di ore, si ritrova unica erede dell’attività di famiglia, l’amatissima bottega di rigattiere del padre Felice, che ne aveva fatto un luogo di incontro per gli abitanti del rione anche grazie al suo eccezionale caffè. Il negozio si rivela presto un covo di segreti e problemi da risolvere. Per fortuna, Lidia non è sola, ad aiutarla ci sono la neosposa Alice e Mila, un’appassionata fotografa. La bottega che tutti davano ormai per persa si trasforma così nel sogno di tre giovani donne, determinate a farla rinascere dalle macerie. Chiara Gily firma un romanzo che fa bene al cuore, pieno di umanità, dolce come un caffè ben zuccherato e frizzante come un calice di spritz. Una storia che insegna come le seconde opportunità arrivano un attimo prima di mollare tutto. Proprio come accade con la felicità.

La bottega dei miracoli_Michela Cavaliere

Michela Cavaliere, La bottega dei miracoli (La Corte Editore)

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Tra i vicoli di Genova, nascosta tra il profumo di legno e di neve, c’è una bottega capace di custodire segreti e cambiare destini. Una bottega in cui, si dice, si esaudiscono miracoli. Cloe, la sua giovane proprietaria, ascolta voci e silenzi, ripara presepi e cuori, mentre nasconde un amore che non dovrebbe esistere.
Attorno a lei, in un dicembre che sembra sospeso nel tempo, si intrecciano anime in cerca di riscatto: una bambina ladruncola a cui è stato sottratto il bene più prezioso, un pianista in cerca di una nuova occasione, un uomo che ha perso l’amore, un senzatetto che veglia da lontano. Sotto la neve che copre cicatrici e mancanze, ogni incontro è un frammento di magia. Ma per rinascere bisogna prima che si rompa qualcosa, che si spezzino le catene del passato. E Cloe, per ritrovare se stessa, dovrà saper curare antiche ferite e imparare a guardare al futuro. Perché i miracoli avvengono solo se ci credi davvero.

Verrò da te con ali di carta_Romina Casagrande

Romina Casagrande, Verrò da te con ali di carta. Storia di Primo Levi nei ritagli di memoria (De Agostini)

Bianca e Primo sono amici uniti da un legame speciale. Si incontrano durante un’escursione fra le montagne che circondano Torino e condividono le confidenze, le risate e i sogni di una vita che sa di promessa. Ma l’occupazione tedesca e le leggi razziali cambiano tutto. E loro, che si sentivano così simili, si scoprono diversi. Primo Levi, ebreo, viene arrestato e deportato su un convoglio diretto ad Auschwitz. Fra le baracche del campo conosce la fatica e la fame, il gelo e la violenza. Impara a osservare e a ricordare, a non smarrire la dignità neppure di fronte alla brutalità. Bianca Guidetti Serra rimane a Torino e diventa staffetta partigiana. Adesso si chiama Nerina e porta ordini segreti, affronta i bombardamenti, attraversa la città con il cuore in gola. In quegli anni terribili, le loro parole diventano resistenza: biglietti nascosti, fogli affidati al vento tornano a unirli, nonostante la distanza e la guerra. E danno loro il coraggio di sopravvivere. Questo libro racconta due destini paralleli, quelli di due ragazzi costretti a crescere troppo in fretta, ad affrontare prove differenti ma ugualmente decisive. Le loro voci si intrecciano con quelle di altri uomini e donne che, dalle inferriate dei treni, hanno lanciato messaggi di speranza, di amore, di addio: frammenti di memoria giunti fino a noi, volando su ali di carta.

I quattro inverni_Romina Casagrande

Romina Casagrande, I quattro inverni (Garzanti)

Tra i vicoli di Genova, nascosta tra il profumo di legno e di neve, c’è una bottega capace di custodire segreti e cambiare destini. Una bottega in cui, si dice, si esaudiscono miracoli. Cloe, la sua giovane proprietaria, ascolta voci e silenzi, ripara presepi e cuori, mentre nasconde un amore che non dovrebbe esistere.
Attorno a lei, in un dicembre che sembra sospeso nel tempo, si intrecciano anime in cerca di riscatto: una bambina ladruncola a cui è stato sottratto il bene più prezioso, un pianista in cerca di una nuova occasione, un uomo che ha perso l’amore, un senzatetto che veglia da lontano. Sotto la neve che copre cicatrici e mancanze, ogni incontro è un frammento di magia. Ma per rinascere bisogna prima che si rompa qualcosa, che si spezzino le catene del passato. E Cloe, per ritrovare se stessa, dovrà saper curare antiche ferite e imparare a guardare al futuro. Perché i miracoli avvengono solo se ci credi davvero.

Se le stelle non tornano_Paola Peretti

Paola Peretti, Se le stelle non tornano (Giunti)

Desideria, detta Desy, sta per compiere quattordici anni e ogni giorno perde una grossa manciata dei suoi bellissimi capelli rosso scuro. È stressata, sola. La sorella maggiore Eleonora non le parla, la mamma è una cacciatrice di fantasmi e spesso manca da casa. Così Desy decide di chiamare a sé la prozia Tita, nella cui fotografia si è sempre riconosciuta, e lo fa con tanta intensità che Tita… arriva davvero. Morta ormai da tanti anni, appare a Desideria di notte con la proprie sembianze, mentre di giorno le sta vicino nel corpo di una farfalla… Una storia di sorellanza e di solidarietà femminile che commuove ed emoziona.

2024

Io, Filippo e l'albero di ciliegie_Paola Peretti

Paola Peretti, Io, Filippo e l’albero di ciliegie (Giunti)

Tra i vicoli di Genova, nascosta tra il profumo di legno e di neve, c’è una bottega capace di custodire segreti e cambiare destini. Una bottega in cui, si dice, si esaudiscono miracoli. Cloe, la sua giovane proprietaria, ascolta voci e silenzi, ripara presepi e cuori, mentre nasconde un amore che non dovrebbe esistere.
Attorno a lei, in un dicembre che sembra sospeso nel tempo, si intrecciano anime in cerca di riscatto: una bambina ladruncola a cui è stato sottratto il bene più prezioso, un pianista in cerca di una nuova occasione, un uomo che ha perso l’amore, un senzatetto che veglia da lontano. Sotto la neve che copre cicatrici e mancanze, ogni incontro è un frammento di magia. Ma per rinascere bisogna prima che si rompa qualcosa, che si spezzino le catene del passato. E Cloe, per ritrovare se stessa, dovrà saper curare antiche ferite e imparare a guardare al futuro. Perché i miracoli avvengono solo se ci credi davvero.

2023

Vicolo SantAndrea 9

Manuela Faccon, Vicolo Sant’Andrea 9 (Feltrinelli)
Un esordio da 25.000 copie vendute grazie al passaparola

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Padova, anni cinquanta. Teresa lavora come portinaia in un palazzo del centro. Dietro un aspetto dimesso e in apparenza insignificante, nasconde un bruciante segreto. Nel dicembre del 1943, quando aveva sedici anni, di ritorno da un incontro sotto i portici di piazza delle Erbe con il garzone di cui è innamorata, assiste all’arresto della famiglia ebrea per cui lavora e da cui è stata istruita e educata alla lettura. Un attimo prima di essere portata via dai soldati, la padrona le affida il suo ultimo nato: Amos, due enormi occhi scuri e una voglia di fragola sulla nuca. Qualcuno però fa la spia, Teresa viene separata a forza dal bambino e per punizione rinchiusa in manicomio. Anni dopo, continua a pensare a quel bambino. Sarà ancora vivo? Che tipo di persona sarà diventato? E fino a che punto dovrà arrivare, lei, per tener fede alla parola data? Presta servizio in casa delle ricche signorine Pozzo, così diverse dall’amorevole signora Levi o dalla famiglia numerosa in cui è cresciuta in campagna, e intanto cerca Amos. Finché un nuovo colpo del destino le offre l’occasione tanto attesa: c’è un impegno da onorare, una verità da consegnare prima che il portoncino di vicolo Sant’Andrea 9 si spalanchi per l’ultima volta e lei sia finalmente libera di ricominciare. Prendendo spunto da vicende storiche e da ricordi d’infanzia, Manuela Faccon costruisce il ritratto di una donna unica e, al tempo stesso, come tante, fragile dentro, ma forte fuori, per gli altri. Un romanzo intimo e intenso sulla dignità al femminile, sui sacrifici che comporta la lealtà, verso il prossimo e verso se stessi. Una voce potente, nuova, ma con una musicalità antica. Anni cinquanta. La portinaia di vicolo Sant’Andrea 9 nasconde un segreto. Ora, finalmente, è arrivato il momento di parlare.

Resta con me, sorella_Emanuela Canepa

Emanuela Canepa, Resta con me, sorella (Einaudi)

Quali sogni ti erano concessi in Italia, negli anni Venti del Novecento, se non eri un uomo? Con la consueta capacità di scrutare nell’animo femminile e nell’ambiguità delle relazioni, Emanuela Canepa racconta due donne che, imprigionate dal potere maschile o dalla propria incapacità di opporvisi, sognano di liberarsi dalle catene della Storia. Da quando suo padre è morto di febbre spagnola, Anita, orfana di madre dall’età di sette anni, vive con la matrigna e i suoi due figli. Uno lavora con lei nel giornale in cui il padre prestava servizio. Un giorno il fratellastro ruba dalla cassa e Anita decide di prendersi la colpa, perché il suo misero stipendio di donna non basterebbe a mantenere la famiglia, mentre quello del fratellastro sì. Rinchiusa nel carcere della Giudecca, incontra Noemi, una ragazza ombrosa da cui tutte si tengono alla larga – «ha il demonio dentro», dicono – e dalla quale persino le suore mettono Anita in guardia. Ma lei ne subisce il fascino e, malgrado Noemi non riveli mai il motivo per il quale è stata condannata, Anita si confida con lei. Le due stringono un patto: progettano di costruire un futuro insieme, una volta fuori. Sono convinte di poter trovare la propria strada nel mondo anche senza un marito. Ma oltre la soglia della prigione l’esistenza travolge e confonde come il brulichio incessante per le strade di Venezia, obbligando Anita a fare i conti con sé stessa e con il segreto inconfessabile che Noemi nasconde.

Storia di due funamboli_Mariotto

Alessandra Mariotto, Storia di due funamboli (Tabula Fati)

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Ginevra ha sedici anni ed è attirata dalle grandi altezze. Vive un rapporto conflittuale con la madre e pensa spesso a suo padre, morto prima che lei nascesse. Un giorno assiste per caso a una misteriosa discussione tra la mamma e un giovane sconosciuto. È l’inizio di una serie di fatti sorprendenti. Ginevra scopre che suo padre era un funambolo di fama internazionale. Non solo. Forse non è morto, come lei ha sempre creduto. Perché allora le è stata nascosta la verità? Per avere la risposta a questa domanda, Ginevra intraprende un viaggio che la porterà a scoprire la vita complicata degli adulti, ma anche a conoscere se stessa. Soprattutto, a capire che non è facile distinguere tra torto e ragione.

L'eredità di Villa Freidberg_Romina Casagrande

Romina Casagrande, L’eredità di villa Freiberg (Garzanti)

Emma ricorda ogni pietra di Villa Freiberg: a volte, le sembra ancora di rivedere l’imponente facciata di finestre e cornici di marmo. È il luogo che ha dato rifugio a lei e al fratellino Benjamin quando, rimasti orfani, hanno seguito le ultime volontà del padre morto al fronte. Ma il risveglio da illusioni e sogni di salvezza è una porta che si chiude all’improvviso il giorno in cui Benjamin scompare per non tornare più. Benjamin, il bambino taciturno che amava la solitudine e disegnava con incredibile maestria. Benjamin, che è stato portato in una clinica insieme a molti altri come lui, considerati fragili e inadatti, per essere sottoposto agli esperimenti di scienziati nazisti disposti a sacrificare vite per inseguire un folle ideale di perfezione. Vittima di una delle operazioni più controverse della storia che, in silenzio, ha preparato il terreno all’orrore dei campi di sterminio. Da allora sono passati anni ed Emma non ha mai saputo cosa sia accaduto a Benjamin. Ma ora la villa è passata in eredità a una donna che, tra gli oggetti risparmiati dal tempo, ha trovato un vecchio anello e un plico di fotografie ingiallite. Forse sono indizi che conducono a Benjamin. Emma deve decidere se riaprire lo scrigno dei ricordi nascosti nella sua anima, anche se ciò vuol dire affrontare il dolore delle scelte e degli errori commessi. Perché forse non è troppo tardi per tenere fede alla promessa di prendersi cura e proteggere quel fratello troppo indifeso.

Ettore, non andare_Gian Andrea Rolla

Gian Andrea Rolla, Ettore, non andare (Brioschi)

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Burkina Faso. Nelle carceri della capitale, l’Onu avvia un progetto di reinserimento per minori. Mentre il giudice Benjamin Zongo fa il lavoro duro, Ettore – avvocato trentenne e consulente per la tutela dei diritti umani – si gode una “missione di tutto riposo”, con uno stipendio da favola e una villa di lusso. Le cose cambiano quando tre ragazzi sotto la sua responsabilità evadono per unirsi ad Al Qaida. Licenziato in tronco e sospettato di favoreggiamento dai servizi segreti francesi, Ettore prende una decisione: partire per ritrovarli. Insieme alla compagna Emmanuelle, giornalista, intraprenderà un viaggio che lo porterà nel cuore di un’Africa lenta e guardinga, dove dovrà fare attenzione a non perdere anche sé stesso. Un romanzo d’avventura e di formazione, in cui non è tanto il tempo a far crescere quanto i luoghi che si abitano.

Giuseppe Donato

Giuseppe Donato, L’appuntamento (BookTribu)

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La storia si sviluppa a Venezia nell’arco di una decina di giorni. Giacomo è in preda a una grave depressione: si sente colpevole per non essere riuscito a evitare la morte della compagna Anna, incinta della loro figlia, e decide di togliersi la vita gettandosi dal balcone. Ma proprio nel momento cruciale un gabbiano in volo sbatte contro il suo viso e lui cade all’indietro sul terrazzo, perdendo i sensi. Quando rinviene, trova assicurato a una zampa dell’uccello un bigliettino cui qualcuno ha affidato la pressante richiesta di un appuntamento. Ha solo dieci giorni di tempo per scoprire il mittente.

2022

Valeria Gargiullo

Valeria Gargiullo, Mai stati innocenti (Salani)
Premio John Fante Opera Prima 2022 e premio Vesta 2023

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Uno stradone di un chilometro divide Civitavecchia a metà. Da una parte Santa Fermina, con le sue villette a due piani e le vie coi nomi dei fiori; dall’altra Campo dell’oro, i casermoni popolari e i fumi degli impianti industriali che corrodono l’anima delle persone. Di là, un futuro prospero, le bollette in regola, le vacanze al mare; di qua, le famiglie arrancano e i figli, abbandonati a loro stessi, sognano una fuga impossibile. È quello che fa anche Anna, che ha studiato duramente e messo i soldi da parte per potersene andare via, lontano, all’università. Poche settimane ancora e finalmente salirà su un treno, pronta a costruirsi una vita diversa. Tutto sembra andare in frantumi quando Anna vede Simone, il suo fratellino di quattordici anni, in sella a un motorino, con un martello in mano, insieme alla feroce banda criminale che controlla la zona. I Sorci, li chiamano, e nei loro affari è bene non immischiarsi mai. Anna vorrebbe salvarlo, ma sa che con certa gente è impossibile trattare. Si scende a patti, semmai, fino alle estreme conseguenze. Con l’autenticità di chi in un posto così ci è nato e cresciuto, Valeria Gargiullo demolisce la retorica che spesso accompagna il racconto delle periferie, e lo fa con la consapevolezza che il Male non è soltanto un nemico, ma anche un compagno quotidiano e una pericolosa tentazione.

Il club dei perdenti_Giulia Rossi

Giulia Rossi, Il club dei perdenti (Nord)

È una gelida notte d’inverno. In una cittadina di provincia, un senzatetto dorme al riparo d’un porticato, quando un gruppo di ragazzi si avvicina e gli dà fuoco. Salvato per miracolo, il barbone viene ricoverato in terapia intensiva, ma la sua identità rimane un mistero: non ha con sé documenti e nessuno va a chiedere di lui all’ospedale. Una delle poche cose salvate dal fuoco è il suo zainetto, dove c’è una copia del romanzo del giovane scrittore Lorenzo Fabbri.
Lorenzo apprende la notizia casualmente, dal telegiornale, mentre cena. Non dà importanza al ritrovamento del suo libro: il successo è stato tale da giustificare la sua presenza nello zaino di qualsiasi sconosciuto. In seguito, però, emergono altri particolari e in lui si insinua il dubbio: quel senzatetto è davvero un estraneo o la storia raccontata nel romanzo li lega a doppio filo? Una storia ispirata all’estate di vent’anni prima, quando, per vincere la noia delle vacanze in città, Lorenzo aveva fondato il Club dei perdenti insieme con altri tre ragazzini come lui: Sara, Giacomo e soprattutto Ema, il suo migliore amico dalla vita sghemba, l’unico ad avere il coraggio di fronteggiare i bulli della scuola e dotato di un talento straordinario per il disegno. Nel corso di quell’estate, Lorenzo aveva scoperto il valore dell’amicizia e la passione bruciante per le parole. Ma poi era successo qualcosa, qualcosa che aveva cambiato tutto. Per Lorenzo, il presente diventa allora l’occasione per sbrogliare una volta per tutte il passato, riportando alla luce volti, storie e sentimenti ormai sopiti. Ma può un romanzo riscattare gli sbagli compiuti nella vita vera? E può la vita essere all’altezza di un romanzo?

Ovunque tu sia

Carla Quattrini, Ovunque tu sia (Ianeri edizioni)

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La storia di Emma inizia a Osimo, sul parallelo 43. Qui conosce Sandro: lei deve frequentare la prima elementare, lui la seconda, e continuano a camminare fianco a fianco fino a pochi mesi prima del loro matrimonio. Ma un mattino di novembre Sandro se ne va lasciando nel cassetto due biglietti per la Lapponia, silenti testimoni di un’antica promessa. In attesa di un segno di riconciliazione che non arriva, Emma parte da sola per Rovaniemi, sul parallelo 66, dove quarant’anni prima era stato anche suo padre alla ricerca dell’aurora boreale. Un viaggio all’estremo limite Nord della Terra, dove il buio costante le offre l’opportunità di vedere la luce che ha dentro, riaccende in lei l’entusiasmo per le piccole cose e l’aiuta a fare chiarezza e a dare un senso all’insieme disordinato di eventi che l’ha travolta. Nelle pagine di Ovunque tu sia si susseguono, come scatti di una reflex, le tappe del viaggio di Emma attraverso luoghi incontaminati che rompono i suoi silenzi e la fanno sentire di nuovo a casa, finalmente in grado di scegliere quale direzione dare alla sua vita.

Enrico Losso

Enrico Losso, Dove si nascondono le rondini (Garzanti)
Vincitore del premio IoScrittore 2019

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Lamberto odia giocare a nascondino. Odia le case abbandonate. Eppure è sicuro che i suoi compagni di classe siano in agguato, lì da qualche parte. Ma quando si volta di scatto nel tentativo di sorprenderli non si trova davanti uno di loro, ma una donna. Una donna che stringe in mano una pistola. Lamberto e Irene si conoscono così. Lui è un ragazzino timido e impacciato che trova la risposta giusta solo quando è nella sua stanza a disegnare. Lei ha dedicato tutta la vita a una causa che ritiene più importante di ogni altra cosa: le Brigate Rosse. Lamberto conosce i brigatisti attraverso i racconti del padre carabiniere. Irene può essere pericolosa. Molto pericolosa. Dovrebbe denunciarla, ne è certo. Ma ogni giorno che passa con lei, a mano a mano che si conoscono, Lamberto scopre di sentirsi più forte e più sicuro. Irene gli insegna che deve dire sempre quello che pensa, senza paura; che deve credere in sé stesso e ribellarsi a chi vuole decidere al posto suo. Lamberto, invece, insinua nella giovane donna un dubbio che in lei non era mai affiorato: la scelta di sacrificare la propria vita per cambiare il mondo è stata quella giusta? Davvero non c’era altro modo di scardinare il sistema? E quel segreto mai confessato poteva sul serio cambiare tutto? Sono diversi Lamberto e Irene, come l’ingenuità e la disillusione. Ma sono più simili che mai. Fino al giorno in cui accade qualcosa che nessuno dei due potrà mai dimenticare. Qualcosa che li farà scontrare con la dura realtà. Perché non si vive di sole parole, anche se sono le parole che ci fanno crescere e diventare chi vogliamo essere.
Con delicatezza ed eleganza, Enrico Losso ci guida alla scoperta di uno dei periodi più cupi della storia italiana: gli anni di piombo. Un ragazzo in cerca della sua identità e una donna che porta il peso delle proprie scelte si incontrano. E nulla sarà più come prima.

I bambini del bosco_Romina Casagrande

Romina Casagrande, I bambini del bosco (Garzanti)

Il sentiero ripido e impervio si snoda tra rocce e crepacci fino alla Cima delle Anime. Unisce due terre di confine, e a tracciarlo sono stati i passi di chi notte dopo notte lo percorre cercando un varco sui crinali. Da sempre protegge il cammino delle contrabbandiere che di nascosto lo solcano quando le primule e gli anemoni richiudono le loro corolle alla luna. Donne per le quali una scelta così difficile è l’unica possibilità di indipendenza. Anche se è pericolosa. Molto pericolosa. Quando Luce scopre la loro esistenza, i suoi desideri prendono finalmente corpo. Suo padre e suo fratello le hanno insegnato che quelle montagne non sono adatte a una ragazza. Che il suo compito è aspettare a casa il loro ritorno. Ma ora è pronta a sfidare quel divieto. A darle forza è Thomas, un ragazzo senza un passato né un luogo a cui tornare, che ha imparato sulla propria pelle che la natura può elargire doni inaspettati, crudele quanto accogliente. Luce sente che con lui esiste un legame speciale, profondo come le radici di un albero. Quello che però non può sapere è che Thomas custodisce un segreto che proietta un’ombra cupa sulla sua vita. Un segreto che appartiene al passato ma che anni dopo, su quello stesso misterioso sentiero, intreccerà la vicenda di Luce e Thomas con quella di un bambino scomparso e di un uomo pronto a tutto per ritrovarlo. In una ricerca nella quale ogni passo, ogni pendio superato è un viaggio dentro sé stessi alla scoperta delle proprie origini e della propria identità.

2021

Maria Zamolo

Maria Zamolo, Il piccolo re di un uomo è il suo cuore (Rizzoli)

logo_colori_smallGiona è uno stimato chirurgo nell’ospedale in cui lavora, in una città del Nord Italia. Passa quasi tutto il suo tempo nel reparto di chirurgia d’urgenza, per rifugiarsi nel lavoro e dimenticare un passato che non riesce a lasciarsi alle spalle. Ma questo lo ha reso, poco alla volta, duro, refrattario ai sentimenti e agli affetti. Quando la madre gli telefona in piena notte per chiedergli aiuto, Giona non si tira indietro e si precipita a casa sua. Qui conosce Jean, un bambino burundese, che ha bisogno di essere ricoverato per un’appendicite. Frequentando Jean, Giona rivive la propria infanzia, prima dell’arrivo in Italia. Anche lui, infatti, è originario del Burundi, e ha dovuto affrontare una vita difficile in Africa e poi un viaggio pericoloso lungo il corso del Nilo, attraverso il Sahara, sul mare Mediterraneo fino a Lampedusa, per poter raggiungere la sua nuova famiglia italiana, i Carraro. L’incontro con Jean spinge Giona ad aprire il suo cuore e a ricordare la natura incontaminata in cui si muoveva da bambino, le persone, i frutti, i profumi, i colori e le forme di quella terra che non vede da oltre trent’anni e a cui pure sente di appartenere. Tra i due si instaura subito un legame profondo: insieme riusciranno a riconciliarsi con le esperienze dolorose che li hanno portati a incontrarsi e ad affrontare con ritrovata fiducia le nuove sfide che la vita deciderà di proporgli.

Mimosa_Michela Sanfelici

Michela Sanfelici, Mimosa (Porto Seguro)

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Mimosa è una ragazza dolce e sola, rimasta troppo presto orfana della madre, una donna straordinaria studiosa di botanica, che le ha lasciato in eredità un nome a volte troppo ingombrante. La protagonista odia questo nome, che l’ha reso spesso bersaglio dei bulli, ma come la madre ama la botanica. Così crea un giardino nella casa disabitata accanto alla sua, fino a quando non arriva una bizzarra inquilina. Con lei Mimosa instaura un forte legame, e così sboccia, piena di gioia e voglia di vivere, come il fiore di cui porta il nome. Un romanzo che racconta, con morbide pennellate e colori brillanti, quel passaggio importante di crescita e maturazione, che ciascuno di noi ha vissuto a proprio modo.
Zoe Zero_Grazia Ciavarella

Grazia Ciavarella, Zoe Zero (Las Flaneurs Edizioni)

Zoe ha tredici anni, due genitori (fin troppo) premurosi, un fratello irritante, due “migliori amiche per sempre”, una gigantesca cotta per il giovane attore Riccardo Battiston e, soprattutto, il desiderio di essere popolare e ammirata da tutti; proprio come il suo idolo, Melissa De La Riva, la cantante teenager che un anno prima ha spopolato al concorso “Una canzone per te”. Il suo sembra un sogno irrealizzabile, fino a quando il video di una sua esibizione, caricato su Instagram per gioco, fa di lei la nuova reginetta dei social, spalancandole la strada verso il successo. Ma la vita di una giovane star è davvero entusiasmante come Zoe ha sempre immaginato? Scopritelo insieme a lei. Età di lettura: da 12 anni.

Andrea Camillo

Andrea Camillo, La chimica dell’attimo (Ianeri edizioni)

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Diego Casale ha quello che ogni ragazzo della sua età desidera. La relazione con la fidanzata Paola è stabile, così come la sua collaborazione con «Nucleo», il web magazine per cui lavora e che sta per lanciare un supplemento cartaceo che lo consacrerà come firma di punta. L’invito da parte di Vincenzo Vida, star dell’arte italiana, a scrivere la sua biografia sembra essere la conferma di un punto di svolta nella sua carriera. Così Diego inizia a frequentare la famiglia e l’ambiente di riferimento dell’artista, un mondo in cui l’intreccio tra cultura e politica favorisce l’apertura di ogni porta. E come per incantesimo, complice anche l’incontro con Emma, si troverà a rincorrere un successo a cui non credeva di poter ambire e si scoprirà pronto a tutto pur di ottenerlo.

La brigata delle cinque sorelle_Paola Peretti

Paola Peretti, La brigata delle cinque sorelle (Rizzoli)

Si chiamano Euterpe, Talia, Melpomene, Tersicore, Urania. Portano i nomi delle muse, ma per Cecilia, ventidue anni, studentessa di storia un po’ imbranata, sono semplicemente le zie e la madre con cui ha sempre vissuto. Lei è l’eterna tuséta, la bambina con l’apparecchio acustico, cresciuta in una casa popolata solo da donne – ormai anziane e minate dall’Alzheimer –, circondata dal profumo della pasta fatta in casa, dai racconti e dai bisticci delle sorelle, dal loro amore forse un po’ soffocante. Solo Euterpe non aveva voluto saperne di trasferirsi da loro ed era rimasta nella casa natale a Brescia, nel quartiere Carriole. Euterpe, che ora non c’è più. Era la maggiore, ed è stata la prima ad andarsene. Ma ha lasciato alla nipote un compito: ritrovare Lorenzo, il fratellino di cui si sono perse le tracce nel 1945. Così, per la prima volta in vita sua, Cecilia parte alla ricerca di quello zio che non sapeva neppure di avere. Non è sola, ad aiutarla c’è Giada, la compagna di sempre, e poi nuovi amici: il generoso proprietario di un bar con sua figlia; un giovane impiegato dell’archivio comunale; un commissario di polizia appassionato di letteratura; persino un giovane prete e un’anziana suora. Tra vecchie carte, fotografie sbiadite e confusi ricordi, Cecilia inizia a scavare. È un percorso nella memoria, il suo – memoria personale, familiare, collettiva – e insieme una lotta contro il male che quella memoria cancella. Scoprirà molte cose: sul passato della propria famiglia e di una città, ma soprattutto su di sé e sull’importanza di non dimenticare.

Maria Segato

Maria Segato, Come fiori nel gelo notturno (HarperCollins)

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«La prof ha detto che dobbiamo ricordare l’ultima similitudine, quella dei fiori. Dante dice che ritrova il coraggio perché capisce di essere amato, di essere cercato da chi lo ama, anche se si è smarrito. Per dire questo usa l’immagine dei fiori. Dice che i fiori si chinano e si chiudono per il gelo della notte; si drizzano solo quando vengono illuminati dal sole. La prof ha commentato così: “È solo un amore che scalda e illumina che permette di ricominciare dopo il gelo del buio”. Ha detto che alle volte non si riescono a vivere i desideri del cuore. E che essere amati lo rende possibile.». Iris ha sedici anni, tante insufficienze a scuola e una continua ribellione incollata addosso. Ha perso sua madre che era ancora bambina, vive col padre e trascorre le giornate naufragando tra i sogni e le domande che ogni adolescente porta con sé. I suoi silenzi iniziano a frantumarsi grazie a Manfredi, un ragazzo bravo a scuola, amante della musica e trascurato in famiglia. Manfredi è l’amore che Iris non può vivere, l’amico che non si stanca di attenderla sulla collina del silenzio, un posto solo loro, un luogo nascosto dove si può cercare il cielo. Le cose precipitano quando il padre di Iris si ammala; nonostante l’amore e i desideri brucianti della giovinezza, nulla sembra riuscire a vincere il vuoto che può travolgerci. In un giorno d’autunno, Iris incontra Chiara, una giovane supplente di Italiano. Ai suoi occhi è la solita professoressa piena di parole e vuota di domande. Ma Chiara scorge in Iris un talento nascosto e il riflesso di un dolore conosciuto. Per questo infrange il suo silenzio facendo, di quel talento, la strada per salvare l’anno scolastico e la bellezza che Iris custodisce in sé, quella a cui non crede più. Perché, a volte, i silenzi delle anime, quando qualcuno li incontra, cadono senza far rumore, come le foglie d’autunno, insegnandoci che solo dove vivono ferite e attese può nascere la ricerca del proprio volto e di ciò che lo può salvare. Grazie a Chiara, Iris e Manfredi si avvicinano ancora di più, si parlano e provano a scoprire insieme la bellezza del silenzio, di un verso di Dante, dell’infinito che è in un cielo stellato e dentro il nostro cuore.

2020

Romina Casagrande

Romina Casagrande, I bambini di Svevia (Garzanti)
Un esordio che ha scalato le classifiche. Tradotto in oltre 10 paesi

logo_colori_smallProtetta dalle mura di una casa nascosta dal rampicante, Edna aspetta un segno. Da sempre sogna il giorno in cui potrà mantenere la parola data. L’unico a farle compagnia è Emil, un pappagallo dalle grandi ali blu. Non le è mai servito altro. Fino a quando una notizia la costringe a uscire dall’ombra e a mettersi in viaggio. È arrivato il momento di tener fede a una promessa a lungo disattesa. Una promessa che lega il suo destino a quello dell’amico Jacob, che non vede da quando erano bambini. Da quando, come migliaia di coetanei, furono costretti ad affrontare un terribile viaggio a piedi attraverso le montagne per raggiungere le fattorie dell’Alta Svevia ed essere venduti nei mercati del bestiame. Scappati dalla povertà, credevano di trovare prati verdi e tavole imbandite, e invece non ebbero che duro lavoro e un tozzo di pane. Li chiamavano «bambini di Svevia».

Insegnami la tempesta_Emanuela Canepa

Emanuela Canepa, Insegnami la tempesta (Einaudi)

Protetta dalle mura di una casa nascosta dal rampicante, Edna aspetta un segno. Da sempre sogna il giorno in cui potrà mantenere la parola data. L’unico a farle compagnia è Emil, un pappagallo dalle grandi ali blu. Non le è mai servito altro. Fino a quando una notizia la costringe a uscire dall’ombra e a mettersi in viaggio. È arrivato il momento di tener fede a una promessa a lungo disattesa. Una promessa che lega il suo destino a quello dell’amico Jacob, che non vede da quando erano bambini. Da quando, come migliaia di coetanei, furono costretti ad affrontare un terribile viaggio a piedi attraverso le montagne per raggiungere le fattorie dell’Alta Svevia ed essere venduti nei mercati del bestiame. Scappati dalla povertà, credevano di trovare prati verdi e tavole imbandite, e invece non ebbero che duro lavoro e un tozzo di pane. Li chiamavano «bambini di Svevia».

Il nido delle cicale_Anna martellato

Anna Martellato, Il nido delle cicale (Giunti)

Che cosa faremmo se un giorno scoprissimo che la nostra vita è un castello di sabbia e che nulla di quello che abbiamo costruito è autentico? Succede a Mia, compagna di Alessio, architetto di successo a Stoccarda. Per seguirlo, lei ha rinunciato a tutto, anche ad avere figli. Finché un giorno scopre che Alessio le ha nascosto una verità impossibile da accettare. Mentre tutto precipita, Mia torna dopo vent’anni di assenza nella grande casa di famiglia, sulle sponde del lago di Garda, dove abita la madre Vittoria, una donna eccentrica e autoritaria che vive cristallizzata nel passato e che Mia ha allontanato da sé molto tempo prima, a causa di un grave trauma familiare. Ma qui rivede anche Luca, il ragazzo diventato uomo di cui era innamorata da adolescente. Sarà lui a svelarle i segreti della coltivazione della lavanda e delle piante officinali da cui trae rimedi e unguenti. Su quelle colline profumate e inondate di sole Mia ritroverà per la prima volta un senso di pace e armonia. Che sia questo il modo di curare le proprie ferite e rinascere come fanno le cicale dopo un lungo sonno? Ma anche nella vita di Luca c’è un passato scomodo e doloroso che potrebbe costringere Mia a fare di nuovo i conti con la realtà.

Il sole dei giorni spenti_Christian Spinello

Christian Spinello, Il sole dei giorni spenti (Echos)

La morte prematura della figlioletta Ida manda in frantumi il matrimonio già in crisi di Lorenzo e Adele. Il giovane uomo abbandona la sua vita in pianura per rifugiarsi sull’Altipiano di Asiago, nella vecchia baita di famiglia dove è nato, e dove spera di allontanare la tormentana ‒ vento a metà fra tormenta e tramontana. Nel pieno dei lavori di ristrutturazione, una missiva informa Lorenzo che il corpo del nonno, disperso in Russia durante la Ritirata, è stato ritrovato; addosso, un taccuino pieno di lettere scritte e mai spedite. Nei giorni a seguire si immerge nella lettura di quei vecchi fogli e chiede a Mario, compagno d’armi del nonno, di parlargli di quell’uomo. Il giovane, carico del peso di ferite non ancora rimarginate, si mette in marcia alla ricerca della donna, con l’intento di consegnarle le lettere mai ricevute. Ad aprirgli la porta, però, sarà Malia, nipote della donna e suo antico amore.

2019

Giulia Rossi

Giulia Rossi, È così che si fa (Nord)

logo_colori_smallQuesto romanzo inizia una mattina di maggio quando a scuola – un liceo classico di una cittadina di provincia – viene trovato un biglietto anonimo che subito viene fotografato e condiviso sulle chat di WhatsApp. È una confessione, uno sfogo, forse una lettera d’addio. Per gli insegnanti, l’autore è di sicuro uno studente, ma chi? L’ultimo a sapere dell’accaduto è come al solito Federico, il professore di italiano, che si infila la mano nella tasca dei pantaloni scopre di avere perso il suo biglietto…

Igor Boggio

Igor Boggio, Un pallone e la parrucca (Santelli)

logo_colori_smallÈ il 1987 e la vita di Alex, un adolescente come tanti, è scandita da due grandi amori: il calcio e la figlia del suo allenatore, Manuela-splendido-sorriso. Amori entrambi corrisposti: nel futuro presto ci sarà la Juve, mentre Manuela già non si lascia scappare una sua partita. Peccato che Alex non le riesca a dare il primo bacio, rinviandolo a un altro giorno, e che scopra poi all’improvviso di avere un tumore al ginocchio. Alex affronta questa disavventura con l’innocenza dell’adolescente, ingenuo ma con tanta voglia di crescere e realizzare i propri sogni. Lungo un cammino costellato da una miriade di difficoltà, come l’operazione chirurgica e la chemio, Alex imparerà che la sola medicina vincente è sapere creare momenti di buonumore ovunque e con chiunque.

2018

5 - 2018 Paola Peretti

Paola Peretti, La distanza tra me e i ciliegi (Rizzoli)
Un clamoroso caso internazionale tradotto in 24 Paesi. Mezzo milione di  copie vendute.

logo_colori_smallMafalda è una bambina di nove anni con una sola certezza: un giorno, nei prossimi sei mesi, diventerà completamente cieca. Riuscirà a trovare la strada, attraverso il buio dei suoi occhi, per continuare ad andare a scuola, giocare a calcio e prendersi cura del suo amato gatto? Con l’aiuto della sua famiglia e dei suoi amici, Mafalda deve scoprire quali sono le cose veramente importanti, e deve farlo prima di diventare cieca. Una storia di determinazione e coraggio che sarà di ispirazione per adulti e ragazzi.

4-2018 Emanuela Canepa

Emanuela Canepa, L’animale Femmina (Einaudi)
Romanzo vincitore del Premio Calvino 2017. Nella classifica dei libri più venduti a poche settimane dall’uscita.

logo_colori_smallRosita è scappata dal suo malinconico paese, e dal controllo asfittico della madre, per andare a studiare a Padova. Sono passati sette anni e non ha concluso molto. Il lavoro al supermercato che le serve per mantenersi l’ha penalizzata con gli esami e l’unico uomo che frequenta, al ritmo di un incontro al mese, è sposato. Ma lei è abituata a non pretendere nulla. La vigilia di Natale conosce per caso un anziano avvocato, Ludovico Lepore. Austero, elegante, enigmatico, Lepore non nasconde una certa ruvidezza, eppure si interessa a lei. La assume come segretaria part time perché possa avere piú soldi e tempo per l’università. In ufficio, però, comincia a tormentarla con discorsi misogini, esercitando su di lei una manipolazione sottile. Rosita la subisce per necessità, o almeno crede. Non sa quanto quel rapporto la stia trasformando. Non sa che è proprio dentro una gabbia che, paradossalmente, si impara a essere liberi.

La luce che resta_Evita Greco

Evita Greco, La luce che resta (Garzanti)

Il paesaggio scorre veloce al di là dei grandi finestrini. Come ogni giorno, Carlo è sul treno. Non è lì per andare al lavoro. È lì per seguire sua madre. Nel breve spazio che intercorre tra una fermata e l’altra del convoglio regionale, Filomena rivive il ricordo che le è più caro: un viaggio in moto, con il vento tra i capelli, stretta a quello che sarebbe diventato l’uomo della sua vita. Carlo è lì per proteggerla, per prendersi cura di lei. Come lei non è mai riuscita a fare con lui, ma come lui fa da sempre. Come si è ripromesso di fare sin da quando era bambino. Come fa ancora oggi, trent’anni dopo: la sua vita è come bloccata, frenata dal legame, troppo stretto, con la madre. Troppo radicato nelle pieghe del tempo. Fino al giorno in cui, su quel treno, Carlo incontra una donna, Cara, e la sua bambina. Qualcosa di magico le unisce. Un linguaggio unico, fatto di storie raccontate, di risate, di gesti semplici, di allegria. Tutto ciò che Carlo non ha mai vissuto, e che fa nascere in lui il desiderio di far parte di quell’amore, di riceverne anche solo un piccolo pezzo. Perché anche un piccolo pezzo può essere sufficiente. A mano a mano che i due si avvicinano, in Carlo riaffiorano sentimenti dimenticati da tempo. Sentimenti difficili da ascoltare o da negare. Eppure, proprio grazie alla dolcezza di Cara e di sua figlia, Carlo fa finalmente i conti con sua madre. Con l’infanzia che l’ha fatto diventare l’uomo che è ora. Con i suoi pregi e i suoi difetti. Ma soprattutto scopre un segreto sepolto nel passato della sua famiglia. Un segreto che, come una crepa, aprirà un varco nella sua anima per permettere alla luce di penetrarvi ancora.

3- Salvagnini

Silvia Salvagnini, Il seme dell’abbraccio (Bompiani)

“Rivendico il coraggio del mio cuore / il mio cuore capace di osare”: in queste pagine Silvia Salvagnini racconta un cammino, quello di una giovane donna che si affida alla vita e all’amore senza filtri, “più nuda del lampione / con la pelle senza sapone”, e ne scopre la meraviglia e la durezza. Sotto i nostri occhi, come in un romanzo fatto per squarci e illuminazioni, si compone la storia di un amore e del suo sgretolarsi, di una vita che si raccoglie intorno a dettagli quotidiani – il divano, la cipolla da sbucciare, l’orlo di un lenzuolo, la fatica del lavoro in un call center – ma che sempre aspira a un orizzonte più vasto. Sono versi che si impigliano nel dolore, nello smarrimento per la violenza che irrompe tra le pareti di casa, eppure non si polarizzano mai sulla retorica della vittima e del carnefice; parole tese fino ad assumere forme nuove, sempre alla ricerca di uno spazio per la voce femminile, che nasce dal profondo di un corpo che aspira alla gioia. Versi che non rinunciano a cercare un seme da cui ricominciare.

Silvia Salvagnini scrive poesie e non è mai venuta alla scuola Palomar (che si occupa di romanzi). Ma grazie all’interessamento di Mattia Signorini, che le ha proposto di scrivere un libro che portasse con sé un progetto forte e definitivo, e dell’Agenzia Letteraria Vicki Satlow, adesso è un’autrice Bompiani. Ogni tanto, anche fuori dalla Palomar, ci capitano colpi di fulmine. Questo è uno di quelli.

2-2018 Anna Martellato

Anna Martellato, La prima ora del giorno (Giunti)

logo_colori_smallAmbiziosa e determinata, a ventisette anni Zoe sa esattamente cosa vuole: diventare responsabile degli eventi nell’agenzia in cui lavora, dopo anni di studio e di gavetta. Mancano solo due settimane a una grande inaugurazione che sarà sotto i riflettori dei media: un’occasione unica per dimostrare al suo capo che è lei la persona giusta per quel posto; e per mettere definitivamente in ombra il suo collega Niccolò, verso cui prova un’aspra rivalità. Per questo, quando una mattina si ritrova fra le mani un test di gravidanza positivo, il mondo le crolla addosso. È incinta. Incinta di un uomo non disponibile. Zoe non ha dubbi: è il momento sbagliato, il bambino sbagliato e, lei, una madre sbagliata. C’è solo una persona a cui può rivelare le sue paure: nonna Anna, da sempre sua confidente. Quella nonna esile come un giunco, ma forte come la terra da cui proviene: l’isola di Rodi, con le sue mura dorate e i fiori di ibisco che si arrampicano su ogni balcone. Ed è qui, fra minareti ottomani e cortili profumati, che la nonna condurrà Zoe sul filo della memoria: perché anche Anna ha un grande segreto da affidarle… Dall’incrocio di due mondi distanti, Zoe sarà costretta a riflettere su molte cose prima di agire: c’è un modo giusto di essere madre?

Il filo invisibile del silenzio_Beltrame

Francesca Beltrame, Il filo invisibile del silenzio (Echos)

logo_colori_smallDue famiglie, due drammi differenti: la prima è attraversata a più livelli dai traumi del rifiuto e dell’abbandono; la seconda viene completamente travolta e spazzata via dalla tragedia di un lutto improvviso. I due giovani protagonisti, Nina e Guido, impareranno a esorcizzare le rispettive paure e ad affrontarle grazie all’amore per il disegno e la pittura. L’arte vista come processo terapeutico, un graduale fenomeno di guarigione da quel malessere che nasce dai conflitti irrisolti e da una mancata accettazione di sé.

1-2018 Lydia Rigotto

Lydia Rigotto, Come le stelle del calicanto (Bibliotheka)

logo_colori_smallStella, fidanzata e musa del giovane pittore Karl, possiede il dono di leggere il futuro con i tarocchi e, proprio come una maga, ha portato il successo nella carriera del suo ragazzo. Una notte, durante un’aggressione, la vita di Stella incrocia quella di Ismaele, uomo misterioso e solitario che vive in una fornace dismessa, coltivando fiori. Quell’incontro sconvolge le vite di tutti, rimettendo in discussione certezze consolidate e portando il dubbio anche nell’arte di Karl, che deve fare i conti con un rinnovamento che sembra incapace di raggiungere. Perché il segreto che Ismaele custodisce brucia ancora come il fuoco ed è in grado di divorare ogni cosa. O di salvarla.Quando tutto sembra perduto, Stella scoprirà la verità su Ismaele e sui muti messaggi dei suoi fiori, comprendendo infine che le loro vite sono nodi che il destino sta districando con spietata cura.

2017

Mattia Bertoldi

Mattia Bertoldi, Le cose belle che vorrai ricordare (Tre60)

Zoe ha 5 anni quando metà del suo mondo si appanna; una malattia rende cieco il suo occhio sinistro, trasformandolo in una specie di perla. Solo grazie all’affetto dei genitori, e soprattutto del padre, che le insegna a vivere in modo sereno e positivo, Zoe riesce a sentirsi non diversa ma «speciale»: la sua sensibilità le permette di vedere ciò che altri non vedono, le dà una marcia in più per combattere le battaglie della vita. Zoe ha 21 anni quando la sua intera esistenza cambia: dopo la morte della madre, torna a casa, in quel paesino da cui era fuggita per inseguire il sogno di diventare pianista. Nulla sembra cambiato, ma tutto è diverso, perché suo padre – il suo energico, allegro, coraggioso padre – si è chiuso in un mutismo assoluto, il cuore indurito dal dolore e dalla solitudine. Toccherà quindi a Zoe riaccendere in lui la speranza, senza sapere però che quella fiammella illuminerà un segreto destinato a cambiare la sua vita e quella dell’intero paese, riscrivendo le storie grandi e piccole che lo animano. Perché ci sono sempre cose belle che si vogliono ricordare. Basta cercarle e guardarle con occhi nuovi, occhi “di perla”.

Mattia Bertoldi ha inviato il suo dattiloscritto al servizio di lettura della Palomar, e da qui è iniziato un percorso che lo ha portato alla pubblicazione con un grande editore.

Riccardo-Fornasiero-E-adesso-dove-andiamo

Riccardo Fornasiero, E adesso dove andiamo? (Project)

logo_colori_smallÈ la sera dell’ultimo giorno dell’anno quando Eugenio invita il figlio Gabriele a darsi una mossa perché bisogna partire. Cosa sarà successo di così grave per mollare tutto mentre il mondo intero si prepara a far festa? Se Elisa, moglie di Eugenio e madre di Gabriele, è scappata di casa e ha inviato solo qualche generico sms per tranquillizzare la famiglia, vuol dire che una buona ragione c’è. E magari anche più di una. Ma forse ha lasciato una traccia, e a questa ci si deve affidare. Il primo vero viaggio con il figlio adolescente dovrà servire a Eugenio a tante cose: fare i conti con se stesso e con i suoi conflitti irrisolti, risolvere la crisi con Elisa, trovare la chiave per entrare nel mondo inesplorato di Gabriele. Ma soprattutto provare a raccontare al ragazzo una storia finora rimasta segreta.

Christian Spinello

Christian Spinello, Sotto il peso della nuvole (Bibliotheka)

logo_colori_smallNovembre 1918 – L’Altipiano di Asiago è una steppa d’odio fumante.
Bastiano Dal Sasso, ventisettenne reduce dal conflitto, straziato dalla perdita della famiglia e dalla scomparsa della sua amata Imelda, scende in pianura, a lavorare come manovale in un cantiere edile del Delta. L’ex soldato cerca di risollevare la sua vita, soprattutto grazie alla relazione con una giovane donna. L’unico legame che resta col suo passato è Italo Stern, l’amico dal quale ha imparato il mestiere di ciabattino, che in una lettera, dopo la fine della guerra, lo informa di un terribile segreto che lo riguarda. Bastiano deve ritornare. Ma niente sarà mai più come un tempo.
Struggente romanzo di amore e guerra, Sotto il peso delle nuvole conduce il lettore in un tempo remoto, eppure vicinissimo. Quello del primo conflitto bellico e degli amori destinati a concludersi, delle regole di sopravvivenza della montagna, delle superstizioni, dei ricordi che non lasciano scampo né requie. Un’opera commovente, che descrive un mondo frastornato e insanguinato dagli eventi bellici e gli uomini che lo abitarono. Avvertendo, sulla loro pelle, tutto l’insostenibile peso delle nuvole che gravava sulle loro esistenze.

2016

Il rumore delle cose che iniziano

Evita Greco, Il rumore delle cose che iniziano (Rizzoli)
Premio Rapallo Carige Opera Prima 2016. 30.000 copie vendute

logo_colori_smallCosa faresti se la tua bambina avesse paura di andare a scuola? Cosa le diresti per convincerla a farsi coraggio? Per la sua nipotina Ada, Teresa inventa un gioco: ogni volta che una cosa bella sembra finire, bisogna aguzzare le orecchie e prestare attenzione ai rumori. Solo così si possono riconoscere quelli delle cose che iniziano. Alcuni sono semplici e hanno dentro una magia speciale: un’orchestra che accorda gli strumenti, il vento in primavera, il tintinnio delle tazze riempite di caffè… Ma nella vita non sempre sappiamo riconoscere le cose belle. Quando perdiamo fiducia in noi stessi, quando qualcuno ci tradisce, o ci dice addio, sembra che nulla possa davvero iniziare. Ada ci pensa spesso, ora che nonna Teresa è ammalata. Nei corridoi dell’ospedale la paura di restare sola è così forte da toglierle il respiro, ma bastano due persone per ricordarle che si può ancora sorridere: Giulia, un’infermiera tutta d’un pezzo, e Matteo, che le regala margherite e la sorprende con una passione imprevista. Perché è proprio quando il mondo sembra voltarti le spalle che devi ascoltarne i rumori, e farti trovare pronta. Guardati intorno, allunga la strada, sbaglia a cuor leggero e ridi più spesso che puoi. Ogni volta che qualcosa finisce, da qualche parte ce n’è un’altra che inizia.

2015

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Chiara Passilongo, La parabola delle stelle cadenti (Mondadori)

logo_colori_small10 agosto 1981: Nora dà alla luce due gemelli, Francesco e Gloria. Achille Vicentini, il neo padre, sta tornando a casa dopo la notte in ospedale, a bordo della sua Giulietta, euforico. Attraversa il panorama di “case e aziende, case e aziende” che ben conosce: così è tutta la campagna veneta dove vive, popolosa e operosa. Lui stesso vi contribuisce da quando con suo padre ha trasformato il forno di famiglia, nel centro di Borgo San Bartolomeo, in una piccola azienda dolciaria. Alla ditta e ai figli Achille intende dedicare ogni suo giorno. È uno tutto d’un pezzo, un uomo di destra pervaso però da un senso di responsabilità di marca socialista nei confronti di chi lavora per lui: i dipendenti sono parte della famiglia. È con loro che Achille escogita il modo più bello di festeggiare la notte in cui i suoi figli sono nati: una nuova merendina a forma di stella cadente, la Tortina San Lorenzo, destinata ad avere grande successo. Achille già immagina Francesco e Gloria che crescono mangiando quei dolci genuini, che diventano bimbi paffuti, adolescenti sereni, studenti d’eccellenza pronti a prendere in mano le sorti della ditta. Dagli anni Ottanta a oggi le vite di Achille e Nora, di Gloria e Francesco e di tutta la comunità che li circonda vengono narrate come in un album di fotografie, pieno di luci, di sorrisi e di ombre. Nulla, o quasi, sarà come Achille lo aveva previsto.

Lesigenza-di-unirmi-ogni-volta-con-te

Tonino Zangardi, L’esigenza di unirmi ogni volta con te (Imprimatur)

Giuliana e Leonardo. Lei cassiera in un supermercato. Lui, poliziotto. Lei, sposata, un matrimonio tranquillo e una vita fin troppo normale. Lui deluso dalle donne e un mestiere che è una vocazione. Poi c’è Martino, il marito innamorato e devoto di Giuliana. Leonardo e Giuliana si incontrano alla cassa del supermercato, lui la salva da un tentativo di rapina. Nasce un amore che è più forte di tutto: dei vincoli, del passato, della razionalità. Da questo libro il film con Marco Bocci e Claudia Gerini.

Le tartarughe tornano sempre

Enzo Gianmaria Napolillo, Le tartarughe tornano sempre (Feltrinelli)

Salvatore è nato quando in pochi conoscevano il nome della sua isola: un luogo di frontiera posto alla fine del mondo, con il mare blu e la terra arsa dal sole. È cresciuto sulle barche, vicino alle cassette di alici, con lo sguardo nell’azzurro, sopra e intorno a lui. Forse è lì che tutto è cominciato, tra ghirigori nell’acqua e soffi nel vento. Di sicuro è lì che ha conosciuto Giulia, anche se lei vive a Milano con i genitori emigrati per inseguire lavoro e successo. Da sempre Giulia e Salvatore aspettano l’estate per rivedersi: mani che si intrecciano e non vogliono lasciarsi, sussurri e promesse. Poi, d’inverno, tante lettere in una busta rosa per non sentirsi soli. Finché, una mattina, nell’estate in cui tutto cambierà, Giulia e Salvatore scoprono il corpo di un ragazzino che rotola sul bagnasciuga come una marionetta e tanti altri cadaveri nell’acqua, affogati per scappare dalla fame, dalla violenza, dalla guerra.

2014

teo

Lorenza Gentile, Teo (Einaudi)

Teo ha otto anni e, più ancora dello Skifiltor, desidera una famiglia felice. Ma i suoi genitori litigano sempre, ogni battaglia quotidiana sembra persa. Così Teo decide di combatterla lui, questa battaglia, al posto loro. Per sapere come vincerla però deve chiedere a uno che di battaglie se ne intende. Uno come Napoleone, la cui storia sta leggendo su un libro. Ma Napoleone è morto: come si fa a incontrarlo? E sarà in paradiso o all’inferno? L’inferno, tra l’altro, pare sia molto caldo, quasi come Porto Ercole d’estate. Pare sia sotto terra, ma allora perché quando fanno gli scavi per la metro non lo trovano? In paradiso invece ci arrivi con l’aeroplano privato di Dio, e solo se non dici parolacce. Poi san Pietro controlla se sei in lista. Teo bombarda gli adulti di domande disarmanti e traccia su un quaderno schemi dall’irresistibile effetto comico, per tentare di capire come funzioni: con la morte, il bene e il male, il silenzio di Dio. Il suo sguardo buffo ci mette davanti alle paure che non sappiamo affrontare. Prima fra tutte, quella di sentirci sconfitti.

Io sto con Marta!

Giorgio Ponte, Io sto con Marta! (Mondadori)

“Mi chiamo Marta Barbieri, sono siciliana, ho ventinove anni e un talento naturale per incasinarmi la vita”. Se potesse dire la verità, sarebbe così che Marta, quasi-trentenne disoccupata di Palermo, si presenterebbe al colloquio con l’editore milanese da cui spera di essere assunta. Ma si sa, ai colloqui di lavoro la verità non è un argomento da tenere in considerazione. Ai colloqui di lavoro e con i genitori. Mai. Per questo, dopo aver scoperto che la sua “grande occasione” lavorativa è in realtà una bufala di dimensioni ciclopiche, Marta decide di non dire niente ai suoi e di cercarsi un lavoro qualsiasi, in attesa di una nuova opportunità. Dopotutto a Milano tutti trovano lavoro, vero? Da aspirante editor a correttrice di bozze, da cameriera in un pub gay a gelataia in una azienda di schiavisti del cono perfetto, Marta si ritrova, dopo sei mesi di bugie e situazioni paradossali, a precipitare in una serie di eventi tanto catastrofici quanto esilaranti da cui sembra impossibile tirarsi fuori. A meno di non chiedere aiuto a un santo speciale… Armata di un gruppo di amici fedeli e di un instancabile ottimismo, Marta decide di non arrendersi e di conquistarsi il suo posto al sole in una Milano che – attraverso i suoi occhi – diventa per magia colorata e divertente. Aperitivi, palestre, eventi culturali cui “non si può mancare” e fretta patologica sono solo alcune delle s de metropolitane con le quali dovrà fare i conti.

2013

Nessuno sa di noi

Simona Sparaco, Nessuno sa di noi (Giunti)
Romanzo finalista al Premio Strega 2013

Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di “sesso a comando”, di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo “corto”. Ha qualcosa che non va. “Nessuno sa di noi” è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l’amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola.

La bambina coi capelli di luce e vento

Laura Bonalumi, La bambina coi capelli di luce e vento (Fanucci)

Viola ha undici anni. Undici fotografie di occhi di ghiaccio, undici pesci rossi, undici coperte di pile, undici palle di vetro con la neve, undici cappelli e ventidue guanti. Vive in una grande città dove nevica spesso con la sua famiglia “a metà”: sorella sedicenne, e genitori appena separati. Non ha tanti amici Viola, a scuola si sente inadeguata, a casa, trascurata; non ha il cellulare, la Nintendo DS e nemmeno la Playstation. Viola però ha una passione: la neve. Conosce più di 100 modi in lingua eschimese per dire neve, legge libri sulla neve, poesie, enciclopedie, e non si separa mai dalla sua lente d’ingrandimento: il fiocco perfetto potrebbe cadere da un momento all’altro! Ma pochi giorni prima di Natale, Viola trova sull’autobus un oggetto luminoso: un fermaglio per capelli a forma di fiocco di neve. Viola lo prende, lo porta con sé e lo studia. E si rende conto che solo lei può vederlo. Perché? La risposta arriva con la comparsa di Emily, la ragazzina con i capelli di vento, che appare, svanisce e riappare lasciando dietro di sé, polvere dorata. Viola dovrà aiutarla a svegliarsi. Ma come ci riuscirà se nessuno le crede?