I Romanzi Pubblicati

I romanzi pubblicati

La scuola Palomar ha aperto nell’ottobre del 2013 e il primo Master in Tecniche della Narrazione è terminato nella primavera del 2014. Il quarto è iniziato a ottobre 2016. Attualmente i romanzi del terzo anno sono in valutazione presso gli editori. Che tu frequenti il Master in Tecniche della narrazione, dove scriverai il tuo romanzo insieme a noi, o uno degli altri percorsi della scuola, se produrrai qualcosa di veramente buono noi lo proporremo all’Agenzia Letteraria Vicki Satlow e agli editori, e lo faremo con convinzione.

I romanzi pubblicati dagli studenti della Palomar hanno accanto il logo della scuola. Gli altri romanzi presenti sono stati pubblicati dall’apertura della scuola, ma seguiti precedentemente o durante e per vari motivi al di fuori della Palomar, ma con lo stesso metodo usato in classe. Gli studenti che attualmente sono in lettura presso gli editori o in trattativa per un contratto di pubblicazione non sono presenti in questo elenco.

2018

5 - 2018 Paola Peretti

Paola Peretti, La distanza tra me e i ciliegi (di prossima pubblicazione presso Rizzoli)
Un clamoroso caso internazionale firmato Palomar, in corso di pubblicazione in tutto il mondo

logo_colori_smallMafalda è una bambina di nove anni con una sola certezza: un giorno, nei prossimi sei mesi, diventerà completamente cieca. Riuscirà a trovare la strada, attraverso il buio dei suoi occhi, per continuare ad andare a scuola, giocare a calcio e prendersi cura del suo amato gatto? Con l’aiuto della sua famiglia e dei suoi amici, Mafalda deve scoprire quali sono le cose veramente importanti, e deve farlo prima di diventare cieca. Una storia di determinazione e coraggio che sarà di ispirazione per adulti e ragazzi.

4-2018 Emanuela Canepa

Emanuela Canepa, L’animale Femmina (Einaudi)
Romanzo vincitore del Premio Calvino 2017

logo_colori_smallRosita è scappata dal suo malinconico paese, e dal controllo asfittico della madre, per andare a studiare a Padova. Sono passati sette anni e non ha concluso molto. Il lavoro al supermercato che le serve per mantenersi l’ha penalizzata con gli esami e l’unico uomo che frequenta, al ritmo di un incontro al mese, è sposato. Ma lei è abituata a non pretendere nulla. La vigilia di Natale conosce per caso un anziano avvocato, Ludovico Lepore. Austero, elegante, enigmatico, Lepore non nasconde una certa ruvidezza, eppure si interessa a lei. La assume come segretaria part time perché possa avere piú soldi e tempo per l’università. In ufficio, però, comincia a tormentarla con discorsi misogini, esercitando su di lei una manipolazione sottile. Rosita la subisce per necessità, o almeno crede. Non sa quanto quel rapporto la stia trasformando. Non sa che è proprio dentro una gabbia che, paradossalmente, si impara a essere liberi.

3- Salvagnini

Silvia Salvagnini, Il seme dell’abbraccio (Bompiani)

“Rivendico il coraggio del mio cuore / il mio cuore capace di osare”: in queste pagine Silvia Salvagnini racconta un cammino, quello di una giovane donna che si affida alla vita e all’amore senza filtri, “più nuda del lampione / con la pelle senza sapone”, e ne scopre la meraviglia e la durezza. Sotto i nostri occhi, come in un romanzo fatto per squarci e illuminazioni, si compone la storia di un amore e del suo sgretolarsi, di una vita che si raccoglie intorno a dettagli quotidiani – il divano, la cipolla da sbucciare, l’orlo di un lenzuolo, la fatica del lavoro in un call center – ma che sempre aspira a un orizzonte più vasto. Sono versi che si impigliano nel dolore, nello smarrimento per la violenza che irrompe tra le pareti di casa, eppure non si polarizzano mai sulla retorica della vittima e del carnefice; parole tese fino ad assumere forme nuove, sempre alla ricerca di uno spazio per la voce femminile, che nasce dal profondo di un corpo che aspira alla gioia. Versi che non rinunciano a cercare un seme da cui ricominciare.

Silvia Salvagnini scrive poesie e non è mai venuta alla scuola Palomar (che si occupa di romanzi). Ma grazie all’interessamento di Mattia Signorini, che le ha proposto di scrivere un libro che portasse con sé un progetto forte e definitivo, e dell’Agenzia Letteraria Vicki Satlow, adesso è un’autrice Bompiani. Ogni tanto, anche fuori dalla Palomar, ci capitano colpi di fulmine. Questo è uno di quelli.

2-2018 Anna Martellato

Anna Martellato, La prima ora del giorno (Giunti)

logo_colori_smallAmbiziosa e determinata, a ventisette anni Zoe sa esattamente cosa vuole: diventare responsabile degli eventi nell’agenzia in cui lavora, dopo anni di studio e di gavetta. Mancano solo due settimane a una grande inaugurazione che sarà sotto i riflettori dei media: un’occasione unica per dimostrare al suo capo che è lei la persona giusta per quel posto; e per mettere definitivamente in ombra il suo collega Niccolò, verso cui prova un’aspra rivalità. Per questo, quando una mattina si ritrova fra le mani un test di gravidanza positivo, il mondo le crolla addosso. È incinta. Incinta di un uomo non disponibile. Zoe non ha dubbi: è il momento sbagliato, il bambino sbagliato e, lei, una madre sbagliata. C’è solo una persona a cui può rivelare le sue paure: nonna Anna, da sempre sua confidente. Quella nonna esile come un giunco, ma forte come la terra da cui proviene: l’isola di Rodi, con le sue mura dorate e i fiori di ibisco che si arrampicano su ogni balcone. Ed è qui, fra minareti ottomani e cortili profumati, che la nonna condurrà Zoe sul filo della memoria: perché anche Anna ha un grande segreto da affidarle… Dall’incrocio di due mondi distanti, Zoe sarà costretta a riflettere su molte cose prima di agire: c’è un modo giusto di essere madre?

1-2018 Lydia Rigotto

Lydia Rigotto, Come le stelle del calicanto (Bibliotheka)

logo_colori_smallStella, fidanzata e musa del giovane pittore Karl, possiede il dono di leggere il futuro con i tarocchi e, proprio come una maga, ha portato il successo nella carriera del suo ragazzo. Una notte, durante un’aggressione, la vita di Stella incrocia quella di Ismaele, uomo misterioso e solitario che vive in una fornace dismessa, coltivando fiori. Quell’incontro sconvolge le vite di tutti, rimettendo in discussione certezze consolidate e portando il dubbio anche nell’arte di Karl, che deve fare i conti con un rinnovamento che sembra incapace di raggiungere. Perché il segreto che Ismaele custodisce brucia ancora come il fuoco ed è in grado di divorare ogni cosa. O di salvarla.Quando tutto sembra perduto, Stella scoprirà la verità su Ismaele e sui muti messaggi dei suoi fiori, comprendendo infine che le loro vite sono nodi che il destino sta districando con spietata cura.

2017

Mattia Bertoldi

Mattia Bertoldi, Le cose belle che vorrai ricordare (Tre60)

Zoe ha 5 anni quando metà del suo mondo si appanna; una malattia rende cieco il suo occhio sinistro, trasformandolo in una specie di perla. Solo grazie all’affetto dei genitori, e soprattutto del padre, che le insegna a vivere in modo sereno e positivo, Zoe riesce a sentirsi non diversa ma «speciale»: la sua sensibilità le permette di vedere ciò che altri non vedono, le dà una marcia in più per combattere le battaglie della vita. Zoe ha 21 anni quando la sua intera esistenza cambia: dopo la morte della madre, torna a casa, in quel paesino da cui era fuggita per inseguire il sogno di diventare pianista. Nulla sembra cambiato, ma tutto è diverso, perché suo padre – il suo energico, allegro, coraggioso padre – si è chiuso in un mutismo assoluto, il cuore indurito dal dolore e dalla solitudine. Toccherà quindi a Zoe riaccendere in lui la speranza, senza sapere però che quella fiammella illuminerà un segreto destinato a cambiare la sua vita e quella dell’intero paese, riscrivendo le storie grandi e piccole che lo animano. Perché ci sono sempre cose belle che si vogliono ricordare. Basta cercarle e guardarle con occhi nuovi, occhi “di perla”.

Mattia Bertoldi ha inviato il suo dattiloscritto al servizio di lettura della Palomar, e da qui è iniziato un percorso che lo ha portato alla pubblicazione con un grande editore.

Riccardo-Fornasiero-E-adesso-dove-andiamo

Riccardo Fornasiero, E adesso dove andiamo? (Project)

logo_colori_smallÈ la sera dell’ultimo giorno dell’anno quando Eugenio invita il figlio Gabriele a darsi una mossa perché bisogna partire. Cosa sarà successo di così grave per mollare tutto mentre il mondo intero si prepara a far festa? Se Elisa, moglie di Eugenio e madre di Gabriele, è scappata di casa e ha inviato solo qualche generico sms per tranquillizzare la famiglia, vuol dire che una buona ragione c’è. E magari anche più di una. Ma forse ha lasciato una traccia, e a questa ci si deve affidare. Il primo vero viaggio con il figlio adolescente dovrà servire a Eugenio a tante cose: fare i conti con se stesso e con i suoi conflitti irrisolti, risolvere la crisi con Elisa, trovare la chiave per entrare nel mondo inesplorato di Gabriele. Ma soprattutto provare a raccontare al ragazzo una storia finora rimasta segreta.

Christian Spinello

Christian Spinello, Sotto il peso della nuvole (Bibliotheka)

logo_colori_smallNovembre 1918 – L’Altipiano di Asiago è una steppa d’odio fumante.
Bastiano Dal Sasso, ventisettenne reduce dal conflitto, straziato dalla perdita della famiglia e dalla scomparsa della sua amata Imelda, scende in pianura, a lavorare come manovale in un cantiere edile del Delta. L’ex soldato cerca di risollevare la sua vita, soprattutto grazie alla relazione con una giovane donna. L’unico legame che resta col suo passato è Italo Stern, l’amico dal quale ha imparato il mestiere di ciabattino, che in una lettera, dopo la fine della guerra, lo informa di un terribile segreto che lo riguarda. Bastiano deve ritornare. Ma niente sarà mai più come un tempo.
Struggente romanzo di amore e guerra, Sotto il peso delle nuvole conduce il lettore in un tempo remoto, eppure vicinissimo. Quello del primo conflitto bellico e degli amori destinati a concludersi, delle regole di sopravvivenza della montagna, delle superstizioni, dei ricordi che non lasciano scampo né requie. Un’opera commovente, che descrive un mondo frastornato e insanguinato dagli eventi bellici e gli uomini che lo abitarono. Avvertendo, sulla loro pelle, tutto l’insostenibile peso delle nuvole che gravava sulle loro esistenze.

2016

Il rumore delle cose che iniziano

Evita Greco, Il rumore delle cose che iniziano (Rizzoli)

logo_colori_smallCosa faresti se la tua bambina avesse paura di andare a scuola? Cosa le diresti per convincerla a farsi coraggio? Per la sua nipotina Ada, Teresa inventa un gioco: ogni volta che una cosa bella sembra finire, bisogna aguzzare le orecchie e prestare attenzione ai rumori. Solo così si possono riconoscere quelli delle cose che iniziano. Alcuni sono semplici e hanno dentro una magia speciale: un’orchestra che accorda gli strumenti, il vento in primavera, il tintinnio delle tazze riempite di caffè… Ma nella vita non sempre sappiamo riconoscere le cose belle. Quando perdiamo fiducia in noi stessi, quando qualcuno ci tradisce, o ci dice addio, sembra che nulla possa davvero iniziare. Ada ci pensa spesso, ora che nonna Teresa è ammalata. Nei corridoi dell’ospedale la paura di restare sola è così forte da toglierle il respiro, ma bastano due persone per ricordarle che si può ancora sorridere: Giulia, un’infermiera tutta d’un pezzo, e Matteo, che le regala margherite e la sorprende con una passione imprevista. Perché è proprio quando il mondo sembra voltarti le spalle che devi ascoltarne i rumori, e farti trovare pronta. Guardati intorno, allunga la strada, sbaglia a cuor leggero e ridi più spesso che puoi. Ogni volta che qualcosa finisce, da qualche parte ce n’è un’altra che inizia.

Il cuore sotto la maglia

Caterina Zanirato, Il cuore sotto la maglia. Rugby Rovigo, ottant’anni di sogni da Lanzoni a Zambelli (Apogeo)

La Rugby Rovigo non è solo una squadra, è un sogno. È il sogno di generazioni di giocatori, tifosi, dirigenti e tecnici che per ottant’anni hanno messo le loro energie e le loro idee al servizio della maglia rossoblù. Da Dino Lanzoni, che portò la prima palla ovale in città, nel 1935, al commendator Francesco Zambelli, attuale patron della società, passando per i grandi atleti e tutte le persone che con passione e coraggio hanno dedicato la loro vita a uno sport che da sempre vive nell’anima di un’intera città.

2015

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Chiara Passilongo, La parabola delle stelle cadenti (Mondadori)

logo_colori_small10 agosto 1981: Nora dà alla luce due gemelli, Francesco e Gloria. Achille Vicentini, il neo padre, sta tornando a casa dopo la notte in ospedale, a bordo della sua Giulietta, euforico. Attraversa il panorama di “case e aziende, case e aziende” che ben conosce: così è tutta la campagna veneta dove vive, popolosa e operosa. Lui stesso vi contribuisce da quando con suo padre ha trasformato il forno di famiglia, nel centro di Borgo San Bartolomeo, in una piccola azienda dolciaria. Alla ditta e ai figli Achille intende dedicare ogni suo giorno. È uno tutto d’un pezzo, un uomo di destra pervaso però da un senso di responsabilità di marca socialista nei confronti di chi lavora per lui: i dipendenti sono parte della famiglia. È con loro che Achille escogita il modo più bello di festeggiare la notte in cui i suoi figli sono nati: una nuova merendina a forma di stella cadente, la Tortina San Lorenzo, destinata ad avere grande successo. Achille già immagina Francesco e Gloria che crescono mangiando quei dolci genuini, che diventano bimbi paffuti, adolescenti sereni, studenti d’eccellenza pronti a prendere in mano le sorti della ditta. Dagli anni Ottanta a oggi le vite di Achille e Nora, di Gloria e Francesco e di tutta la comunità che li circonda vengono narrate come in un album di fotografie, pieno di luci, di sorrisi e di ombre. Nulla, o quasi, sarà come Achille lo aveva previsto.

Lesigenza-di-unirmi-ogni-volta-con-te

Tonino Zangardi, L’esigenza di unirmi ogni volta con te (Imprimatur)

Giuliana e Leonardo. Lei cassiera in un supermercato. Lui, poliziotto. Lei, sposata, un matrimonio tranquillo e una vita fin troppo normale. Lui deluso dalle donne e un mestiere che è una vocazione. Poi c’è Martino, il marito innamorato e devoto di Giuliana. Leonardo e Giuliana si incontrano alla cassa del supermercato, lui la salva da un tentativo di rapina. Nasce un amore che è più forte di tutto: dei vincoli, del passato, della razionalità. Da questo libro il film con Marco Bocci e Claudia Gerini.

Le tartarughe tornano sempre

Enzo Gianmaria Napolillo, Le tartarughe tornano sempre (Feltrinelli)

Salvatore è nato quando in pochi conoscevano il nome della sua isola: un luogo di frontiera posto alla fine del mondo, con il mare blu e la terra arsa dal sole. È cresciuto sulle barche, vicino alle cassette di alici, con lo sguardo nell’azzurro, sopra e intorno a lui. Forse è lì che tutto è cominciato, tra ghirigori nell’acqua e soffi nel vento. Di sicuro è lì che ha conosciuto Giulia, anche se lei vive a Milano con i genitori emigrati per inseguire lavoro e successo. Da sempre Giulia e Salvatore aspettano l’estate per rivedersi: mani che si intrecciano e non vogliono lasciarsi, sussurri e promesse. Poi, d’inverno, tante lettere in una busta rosa per non sentirsi soli. Finché, una mattina, nell’estate in cui tutto cambierà, Giulia e Salvatore scoprono il corpo di un ragazzino che rotola sul bagnasciuga come una marionetta e tanti altri cadaveri nell’acqua, affogati per scappare dalla fame, dalla violenza, dalla guerra.

2014

teo

Lorenza Gentile, Teo (Einaudi)

Teo ha otto anni e, più ancora dello Skifiltor, desidera una famiglia felice. Ma i suoi genitori litigano sempre, ogni battaglia quotidiana sembra persa. Così Teo decide di combatterla lui, questa battaglia, al posto loro. Per sapere come vincerla però deve chiedere a uno che di battaglie se ne intende. Uno come Napoleone, la cui storia sta leggendo su un libro. Ma Napoleone è morto: come si fa a incontrarlo? E sarà in paradiso o all’inferno? L’inferno, tra l’altro, pare sia molto caldo, quasi come Porto Ercole d’estate. Pare sia sotto terra, ma allora perché quando fanno gli scavi per la metro non lo trovano? In paradiso invece ci arrivi con l’aeroplano privato di Dio, e solo se non dici parolacce. Poi san Pietro controlla se sei in lista. Teo bombarda gli adulti di domande disarmanti e traccia su un quaderno schemi dall’irresistibile effetto comico, per tentare di capire come funzioni: con la morte, il bene e il male, il silenzio di Dio. Il suo sguardo buffo ci mette davanti alle paure che non sappiamo affrontare. Prima fra tutte, quella di sentirci sconfitti.

Io sto con Marta!

Giorgio Ponte, Io sto con Marta! (Mondadori)

“Mi chiamo Marta Barbieri, sono siciliana, ho ventinove anni e un talento naturale per incasinarmi la vita”. Se potesse dire la verità, sarebbe così che Marta, quasi-trentenne disoccupata di Palermo, si presenterebbe al colloquio con l’editore milanese da cui spera di essere assunta. Ma si sa, ai colloqui di lavoro la verità non è un argomento da tenere in considerazione. Ai colloqui di lavoro e con i genitori. Mai. Per questo, dopo aver scoperto che la sua “grande occasione” lavorativa è in realtà una bufala di dimensioni ciclopiche, Marta decide di non dire niente ai suoi e di cercarsi un lavoro qualsiasi, in attesa di una nuova opportunità. Dopotutto a Milano tutti trovano lavoro, vero? Da aspirante editor a correttrice di bozze, da cameriera in un pub gay a gelataia in una azienda di schiavisti del cono perfetto, Marta si ritrova, dopo sei mesi di bugie e situazioni paradossali, a precipitare in una serie di eventi tanto catastrofici quanto esilaranti da cui sembra impossibile tirarsi fuori. A meno di non chiedere aiuto a un santo speciale… Armata di un gruppo di amici fedeli e di un instancabile ottimismo, Marta decide di non arrendersi e di conquistarsi il suo posto al sole in una Milano che – attraverso i suoi occhi – diventa per magia colorata e divertente. Aperitivi, palestre, eventi culturali cui “non si può mancare” e fretta patologica sono solo alcune delle s de metropolitane con le quali dovrà fare i conti.

2013

Nessuno sa di noi

Simona Sparaco, Nessuno sa di noi (Giunti)
Romanzo finalista al premio strega 2013

Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di “sesso a comando”, di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo “corto”. Ha qualcosa che non va. “Nessuno sa di noi” è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l’amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola.

La bambina coi capelli di luce e vento

Laura Bonalumi, La bambina coi capelli di luce e vento (Fanucci)

Viola ha undici anni. Undici fotografie di occhi di ghiaccio, undici pesci rossi, undici coperte di pile, undici palle di vetro con la neve, undici cappelli e ventidue guanti. Vive in una grande città dove nevica spesso con la sua famiglia “a metà”: sorella sedicenne, e genitori appena separati. Non ha tanti amici Viola, a scuola si sente inadeguata, a casa, trascurata; non ha il cellulare, la Nintendo DS e nemmeno la Playstation. Viola però ha una passione: la neve. Conosce più di 100 modi in lingua eschimese per dire neve, legge libri sulla neve, poesie, enciclopedie, e non si separa mai dalla sua lente d’ingrandimento: il fiocco perfetto potrebbe cadere da un momento all’altro! Ma pochi giorni prima di Natale, Viola trova sull’autobus un oggetto luminoso: un fermaglio per capelli a forma di fiocco di neve. Viola lo prende, lo porta con sé e lo studia. E si rende conto che solo lei può vederlo. Perché? La risposta arriva con la comparsa di Emily, la ragazzina con i capelli di vento, che appare, svanisce e riappare lasciando dietro di sé, polvere dorata. Viola dovrà aiutarla a svegliarsi. Ma come ci riuscirà se nessuno le crede?